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Colori dei Bambini

Autore: admin

La nuova frontiera del gioco: l’Edutainment

La scoperta del termine è recente, si tratta infatti di un neologismo creato de Bob Heyman, che si rese conto di questo importante apporto dato dai documentari che produceva per la società per la quale lavorava la National Geographic. La parola racchiude in sé due parole inglesi che sono educational che significa educativo ed enetrtainment cioè divertimento, quindi il significato letterario del termine è divertimento educativo. Inizialmente, grazie alla didattica il termine edutainement si riferiva perlopiù a quelle particolari forme di gioco che consentivano di imparare divertendosi. Ora il concetto si è allargato e comprende diversi tipi di intrattenimento, in particolare i giochi per bambini grazie ai quali in modo simpatico e giocoso imparano e sviluppano nuove capacità cognitive.

Un esempio è l’E-learning, cioè la teledidattica, che non è altro che la possibilità di imparare e di accedere alle informazioni utilizzando lo strumento di internet, attraverso moduli didattici interattivi presenti in rete. Come ci ricorda siti web a Roma, si tratta di una pratica sempre più diffusa e apprezzata a scuola come a casa. Questo strumento si rivolge sia in ambito familiare, spesso è utilizzato per trattare argomenti delicati quali l’etica, le diversità, le malattie e l’educazione sessuale, ma è utilizzato sempre più noto ed usato anche in ambito che aziendale.

Molti sono i metodi e le tecniche che consentono di imparare con efficacia e rapidità contenuti ostici e difficili da assimilare. Alla base di questo concetto c’è la modalità con la quale si apprende, quindi se un manager si approccia con piacere e passione i risultati saranno migliori e gli obiettivi più semplici da raggiungere, e questo processo ‘evolutivo’ influenzerà anche gli stessi collaboratori.

Edutainment: di cosa si tratta?

Con il termine di Edutainment si intende quindi una forma qualsiasi di gioco ed intrattenimento che possa educare e far imparare e far socializzare i fruitori, a questo tema fanno parte sicuramente diverse forme di gioco quali i videogiochi, i software ma anche i film, la musica e i programmi televisivi. Grazie a questo approccio e secondo gran parte degli studiosi di psicologia il divertimento e quindi la passione portano ad un maggior apprendimento e aiutano l’assimilazione dei contenuti stessi. E’ un modello educativo che si affianca bene ai bisogni della nostra società contemporanea dove l’apprendimento e lo sviluppo tecnologico vanno di pari passo, anzi oggigiorno forse è vero proprio il contrario, la tecnologia ha superato di gran lunga i vecchi modelli didattici.

Questo processo porta i bambini, non solo ad apprendere nuove nozioni e materie ma soprattutto crea un nuovo modo di percepire la realtà e il mondo che li circonda, sperimentando nuove capacità. Ecco il fiorire in rete dunque di nuovi siti che consentono di scaricare dei giochi servendosi di questo modello. D’ora in poi quindi quando vedrete i vostri bambini giocare e divertirsi pensate che in quel momento oltre a spassarsela stanno anche imparando e apprendendo nuove cose, perché in fondo è il modo più semplice ed efficace per conoscere qualcosa di nuovo con piacere e passione.

La settimana bianca? In Cadore!

Le comunità montane sono enti territoriali che si prefiggono di valorizzare la loro zona, unendo comuni fisicamente vicini tra di loro, che hanno quindi caratteristiche e bisogni simili. Le comunità montane in Italia sono moltissime; nel Veneto quelle più frequentate sono quelle delle Dolomiti, tra le quali ricordiamo la Magnifica Comunità di Cadore e la Comunità Montana Valle del Boite, dove potrete trascorrere le vostre vacanze sulle Dolomiti nella bellissima San Vito di Cadore.

Le stagioni della montagna si susseguono una dopo l’altra, ciascuna offrendo delle attività specifiche a cui gli appassionati si dedicano durante il periodo che tanto hanno atteso durante l’anno: la frescura e le passeggiate primaverili ed estive, la raccolta dei funghi autunnali, le sciate invernali.

Quando si parla di pietre, vengono subito in mente i pavimenti pregiati. In tal senso, l’arrotatura marmo Roma prezzo risulta una lavorazione estremamente utile per mantenere le superfici splendenti. La magnificenza delle Dolomiti, in particolare, attrae turisti e amanti della montagna grazie alla loro unicità: in molti infatti scelgono di controllare le offerte di vacanze in montagna per trascorrere la loro settimana bianca sulle Dolomiti.

La formazione delle Dolomiti

La formazione delle Dolomiti è dovuta ad accumuli di conchiglie, alghe e coralli, formatisi circa 250 milioni di anni fa, quando la zona era bagnata dal mare: centinaia di metri di accumuli che, sotto il loro stesso peso e grazie alle perdite dei loro fluidi interni, si sono trasformati in roccia, emersa poi in seguito allo scontro tra la placca africana e quella europea. I last minute per le Dolomiti negli hotel a 3 stelle, appartamenti e altre sistemazioni, quindi, sono da cogliere al volo per ammirare la bellezza e l’unicità di queste montagne: è un’occasione per immergersi nella bellezza di montagne che offrono viste irripetibili e riempiono gli occhi con la loro magnificenza.

Scegliendo di trascorrere la settimana bianca a San Vito di Cadore, nella Comunità Montana Valle del Boite, si potranno ammirare le bellezze del piccolo e accogliente paesino di montagna, che conta circa 1700 abitanti. Ricordiamo le due chiese, la Pievenale e la chiesetta della Difesa, costruite rispettivamente nel XII e XV secolo: mentre la prima racchiude una pala d’altare di Francesco Vecellio, fratello del celebre Tiziano, nella seconda troverete un’abside nella quale si raffigura l’invasione asburgica.

La ricchezza naturale

Naturalmente, però, l’interesse per San Vito di Cadore non è dovuto solo alla bellezza del paese in sé, che rimane comunque molto apprezzabile, ma anche (o, per alcuni, soprattutto) alla ricchezza naturale che lo circonda: le attività sportive invernali attraggono ogni anno migliaia di sciatori, che la scelgono come destinazione per immergersi nella bellezza di quelle montagne, trovando anche un’organizzazione ricettiva pronta a soddisfare le richieste dei turisti.

Le Dolomiti per gli amanti della montagna sono quindi una meta immancabile per ferie invernali, siano quelle di Natale o Capodanno, oppure una settimana bianca che ci si concede per rilassarsi: sono senz’altro uno dei fiori all’occhiello tra le destinazioni montane, e vanno inserite tra le mete da visitare… se ancora non lo si è fatto!

L’età migliore per imparare la musica

La musica figura raramente nelle prime pagine dei giornali. Vi si può trovare in certi casi la prima della scala, l’ex presidente americano Bill Clinton che suona il sassofono, la tragica fine di una famosa rock star…

Molti anni fa mi è capitato di vedere in prima pagina una foto con una moltitudine di violinisti raccolti a suonare in una grande piazza. L’eccezionalità non stava solo nel numero esorbitante dei musicisti, ma soprattutto nella loro età: fra i tre e i sette anni. Il luogo era (naturalmente) il Giappone.

Ad insegnare loro lo strumento era una scuola (che credo esista tutt’oggi ed abbia sedi anche in Italia) che si richiamava ai principi dell’educatore giapponese Sinichi Suzuki il quale afferma che: “Si può imparare a suonare il violino a tre anni e io ve lo dimostro”. Ora la domanda è: l’obiettivo è proponibile anche ai bambini occidentali?

Secondo il proprietario di Roma Onoranze Funebri Buccinnà, ciò è obiettivamente possibile anche se “serve una grande pazienza e dedizione da parte di insegnanti e genitori, oltre a una certa predisposizione dell’apprendista musicista”. I genitori interessati al futuro musicale dei propri bambini sanno (ahimè) che la scuola elementare può offrire loro ben poco e che dovranno rivolgersi altrove.

Ma dove? Verso quale strumento? Come si fa ad accorgersi se il proprio figlio è portato per la musica? E ancora e soprattutto: qual’è l’età migliore per iniziare a studiare musica?

Suonare a tre anni

Prendiamo l’ultima domanda: molti sarebbero disposti a rispondere “il più presto possibile”.

La questione è però più ingarbugliata di quanto si pensi. Per esempio nessuno potrà mai dire che ne sarebbe stato di un qualsiasi virtuoso se invece di cominciare a studiare musica a tre o quattro anni avesse incominciato a tredici. E nessuno potrebbe assicurare che un inizio precoce sia garanzia di successo.

La storia registra in pompa magna i rari casi di successo, ma si dimentica completamente della massa di coloro che hanno fallito. E il fallimento a cosa è dovuto? Sarà mica il risultato di un rifiuto? E chi mi dice che questo eventuale rifiuto non derivi proprio da una partenza forzatamente precoce?

La faccenda è (appunto) molto ingarbugliata.

Ma la risposta alla domanda a mio avviso è questa: non si può fissare in astratto un rigido limite di età oltre il quale sia difficile diventare “virtuosi dello strumento”. Ogni età va bene purché l’accesso non sia forzato e sia vissuto dal bambino come un gioco, un divertimento e non come uno stress.

L’apporto dei genitori

Innanzi tutto l’errore che ogni genitore deve evitare assolutamente di fare è quello di vedere già nel suo bambino un futuro di grande concertista o di genio della musica. Si può studiare musica per diventare professionisti, ma si può anche farlo per se stessi, perché fare musica è gratificante in se e ci permette di esprimerci e di vivere un’esperienza esaltante. E’ poco realistico e sicuramente anche controproducente pensare di programmare per un bambino di sette anni, ma anche di dodici, un futuro professionale nella musica.

Quello che invece i genitori possono fare indipendentemente dalla loro preparazione musicale, è offrire al bambino la disponibilità verso la musica. Mostrare di apprezzarla, di dedicarle del tempo magari anche solo ad ascoltandola, andando a qualche concerto… meglio naturalmente se arrivano a praticarla, non importa a quale livello, anche solo con una piccola canzoncina ad orecchio magari accompagnata con la chitarra o con una tastiera. La madre che orienta il proprio piccolo ad ascoltare il canto di un uccellino o il borbottio di una caffettiera, fa per la sua educazione musicale più di quanto potrà fare in futuro il suo insegnante di musica o di canto. All’opposto non c’è peggior freno alla crescita musicale di un bambino dell’inibizione: ridicolizzarlo perché “stona”, impedirgli di usare le stoviglie di casa come batteria…

Al riguardo un piccolo aneddoto

Una sala di attesa aperta su una strada trafficata e rumorosa. Due bimbi seduti su una cassapanca che scoprono con i talloni la varietà dei suoni prodotti dalle fiancate. L’intervento delle mamme è immediato: “Basta! State disturbando! Mettetevi lì a disegnare!” Il rumore assordante viene da fuori, ma sono i bambini a disturbare con il loro tamburellare. E’ forse perché il suono disturba e il disegno no, che i bambini si sentono incoraggiati quando disegnano e repressi quando tentano di esprimersi con i suoni.

La festa di compleanno del vostro bambino: 6 consigli no stress

I compleanni dei nostri figli sono eventi tanti attesi quanto stressanti. Ecco come viverli al meglio, senza stress.
Uno dei momenti più attesi dai più piccoli durante tutto l’anno, è il giorno del loro compleanno!

Perché? Perché oltre ad essere un giorno di festa in cui tutta l’attenzione si centra sul festeggiato, è un giorno di gioia e di gioco, con regali, dolci e tanti amici.
Ma per i genitori, l’organizzazione di una festa di compleanno può essere un po’ stressante, con tutte le cose che si devono preparare, decidere e trattare.

Ecco qualche suggerimento per tutte le mamme su come organizzare una bellissima festa di compleanno senza pensieri e nella maniera più semplice.

1. Trovare un locale per una festa non dovrebbe essere troppo difficile. A seconda dell’età e del numero di bambini che saranno presenti, potrete capire di quanto tempo avrete bisogno per organizzare il tutto. Ma qual è il luogo migliore per la festa del vostro bambino? Ogni situazione ha i suoi pro e contro e, come mamma, saprete sicuramente scegliere la soluzione più adatta al vostro cucciolo. Potete scegliere di organizzare a casa vostra se vi sentite più a vostro agio, o nella casa in campagna se la stagione lo permette, oppure perché non nel grande giardino dei nonni? E ancora potrete optare per una festa al parco, in piscina o in un locale dedicato ai bambini. Un’alternativa è quella di sfruttare un evento già organizzato, come una piazza durante il Natale, o il capodanno, molti locali o hotel organizzano feste fantastiche per queste occasioni, ad esempio l’evento capodanno sheraton, mette a disposizione delle sale che potrete affittare per la vostra festa.

2. Esistono molti vantaggi nel realizzare la festa fuori casa. Per esempio, basta pensare a un tema che piaccia ai vostri bambini, scegliere la decorazione e il cibo adatto a loro, indicare il numero di bambini e invitarli. Non dovrete né decorare né pianificare nient’altro, se non, in certi casi, pensare alla pulizia alla fine del compleanno. In generale, non dovrete preoccuparvi di altre cose, dovrete solo pensare alle opzioni che vi saranno presentate e scegliere la decorazione della torta di compleanno. Una volta decisi questi dettagli la festa potrà cominciare. E la cosa interessante è che potrebbe anche risultare più economico di un compleanno realizzato a casa. Per 12 bambini, per esempio, ci sono posti in cui il prezzo è di soli 100€ all inclusive: torta, cibo, bevande, caramelle, animazione, gonfiabili, monitor, ecc. Vale la pena cercare bene e chiedere diversi preventivi prima di prendere una decisione definitiva. Ad esempio esistono delle pagine web dove si possono chiedere dei preventivi per festa gratuiti.

3. Organizzare un compleanno non significa obbligatoriamente avere troppo lavoro. È vero che quando si parla di bambini vogliamo avere sempre di tutto e di più, ma la soluzione è: non complicare! I bambini sono più interessati ai giochi che al mangiare e non hanno bisogno di un grande banchetto. Offrite loro un’alternativa più sana, qualche biscotto e naturalmente alcuni dolcetti e il successo è assicurato. Lo stesso principio vale per le bevande: dell’acqua e dei succhi di frutta delizieranno i più piccoli. La scelta di organizzare la festa a casa ti permette di creare e pianificare tutto nei minimi dettagli, offrendo dei momenti più intimi e familiari. Non dovrete avere un orario rigido e potrete anche chiedere aiuto a dei professionisti per animare la festa dei piccoli. Con il sole e il bel tempo potete anche organizzare la festa in un parco o in giardino, per la gioia di tutti i bambini! Vi basterà scegliere il parco e organizzare il tutto lì, non ci sarà bisogno di nessuna prenotazione.

4. Organizzare una festa per celebrare il vostro bambino non richiede molto lavoro, certo, ma sicuramente volete che tutto sia perfetto! Bene, perché non dedicare qualche minuto per creare degli inviti e delle decorazioni uniche? Una volta scelto il tema create degli inviti ad hoc: una pergamena dei pirati, la corona di una principessa, lo scudo o la maschera di un supereroe. Lasciate libero sfogo alla fantasia e fatevi trasportare nel mondo fatato dei vostri bimbi. Nessuna idea per le decorazioni? Eccone alcune:
– create dei festoni con i cartoncini colorati e lo spago
– con la carta crespa e dei nastri date vita delle enormi farfalle da appendere
– che ne dite di enormi caramelle colorate da lasciare sui tavoli?
– non dimenticate le bolle di sapone!
– pastelli, pennarelli e tanti tanti fogli bianchi da colorare durante la festa

5. Le attività e l’intrattenimento per i più piccoli non devono essere complicate. Se sceglierete di organizzare la festa in uno spazio dedicato alle feste per bambini, probabilmente l’animazione e i gonfiabili saranno già inclusi però potrete sempre aggiungere qualche altra attività come la magia, la pittura del viso e il karaoke. Se sceglierete di fare la festa in casa o in un parco, ricordate che i bambini amano correre, saltare e i giochi tradizionali: il gioco delle sedie, il nascondino o la caccia al tesoro saranno sempre un successo! Non preoccupatevi troppo, i bambini trovano sempre per una maniera per divertirsi, soprattutto in un parco con gli amici!

6. Per ultimo il consiglio più importante di tutti: divertitevi! Per un bambino diventare un anno più adulto è un momento di gioia e qualunque sia il tipo di festa la cosa più importante è divertirsi con gli amici e questi saranno i suoi ricordi più belli.

Suggerimenti per il papà al momento del parto

Dalle origini della razza umana le donne hanno sempre partorito ma gli uomini sono solo pochi decenni che gli viene permesso di assistere al parto… un mondo che per loro è oscuro.

Non è difficile che si facciano assalire dalla paura se il tuo tesoro diventa una strega urlante per colpa del dolore.

Si tratta di un dolore difficile da comprendere se non se ne è mai avuta esperienza prima… anche per una donna.

A dire la verità, già in fase di gestazione è possibile dare una mano concreta. A Savona, cosa vedere per poter intrattenere la futura mamma? In questa bellissima provincia è possibile passare i mesi prima del parto in un ambiente sereno, senza troppo caos e soprattutto con ospedali

Ora cercherò di descriverlo cosicché abbiate un punto di riferimento: da principio i dolori del travaglio assomigliano a quelli delle mestruazioni, ma intermittenti; dato che gli uomini non conoscono cosa possano essere i dolori mestruali, posso dirvi che assomigliano, a loro volta, a dei dolori dovuti ad un indolenzimento della zona lombare dovuti a uno sforzo notevole.

Poi, quando il parto è pronto, e il bambino ha iniziato la discesa questi dolori si trasformano e dal travaglio si passa ai dolori del parto vero e proprio.

Questi si spostano a livello dell’ano e assomigliano più o meno all’atto di defecazione dopo ad un lungo periodo di stitichezza totale.

E’ proprio quando hanno inizio questi dolori che di solito cominciano le urla più strazianti e le parole più inaudibili.

Nel momento del parto un papà può fare poco e tanto allo stesso tempo…

Cosa può fare l’uomo in tutto questo?

Quasi niente.

Ma quel poco che farete potrebbe essere MOLTO soprattutto se l’emotività della donna è al collasso.

Ecco un piccolo elenco:

  • massaggiare la zona bassa della colonna;
  • incoraggiare la partoriente a passeggiare, invece di stare distesa (questo durante il travaglio), dato che la gravità agevola l’uscita del piccolo;
  • quando iniziano i dolori del parto, per la motivazione illustrata prima, la donna sentirà di dover evacuare: suggerirle di andare al bagno per liberare l’intestino è un’ottima idea perché, dal momento che ha evacuato realmente, se avverte ancora lo stimolo potete dirle tranquillamente di rilassarsi perchè è solo una sensazione quella che avverte e non una reale necessità di evacuare. Rilassandosi faciliterà e velocizzerà il processo di uscita del bambino;
  • darle una mano da stringere.

Penso che questo sia veramente tutto quello che l’uomo può fare per la donna in quel frangente.

L’alimentazione dei bambini dai primi mesi di vita a 1 anno

I primi mesi di vita sono molto importanti soprattutto per quanto riguarda la nutrizione del neonato: è premura della mamma prendersi cura delle abitudini alimentari e delle prime pappe che andranno a degustare! L’alimentazione per bambini deve essere ricca di sostanze nutritive molte delle quali non devono essere somministrate, ecco perché è buona norma leggere libri su come svezzare il proprio bambino dalla sua nascita ai primi 12 mesi di vita.

Molto spesso ci si affida ai motori di ricerca come Google per individuare questo genere di prodotti e, secondo molte agenzie SEO roma questo è un ottimo metodo per individuare cibo anche per i più piccoli. Ma, nello specifico, quali possono essere gli alimenti più adatti per l’età inferiore all’anno?

Alimentazione e bambini piccoli

Iniziamo lo svezzamento del neonato sin da quando si nutre dal biberon: le mamme devono prestare molta attenzione al non somministrare alimenti con glutine nei primi 4 mesi di vita, ma per aiutarlo nella crescita si può aggiungere qualche cucchiaio di cereali, per il suo pasto serale. Occorre prestare attenzione alle diverse fasi della vita e dello sviluppo del neonato, sia dal punto di vista nutrizionale che da quello comportamentale. Nei primi mesi di vita è importantissimo offrire al bambino amore e affetto, oltre che un nutrimento biologico; inoltre alimentarlo in maniera completa e varia è essenziale in questo processo di crescita.

Alimenti a base di frutta e verdura è importantissimo una volta superati i 5 mesi di vita: essenziale è il ruolo dei genitori in questo passaggio perché il rifiuto di questo nutrimento non diventi un incubo psicologico per il bambino. Non forzarlo nell’assumere frutta e verdura è d’obbligo e l’impazienza poco mantenuta in questa fase diventa determinante per una corretta crescita del bimbo. Se risulti particolarmente difficile imboccarlo al momento della somministrazione di alimenti vegetali, una mamma paziente dovrebbe tentare di cucinare pastine con brodo vegetale per aiutarlo ad apprezzare i sapori, oppure tentare con frullati di frutta, che tra le altre cose aiuta molto a scoprire allergie.

I prodotti alimentari per bambini a base di carne sono i più apprezzati, specialmente dopo i 9 mesi quando il bimbo inizia a masticare e i capricci non saranno più per un discorso di preferenze, bensì legate ai dolori collegati ai dentini. Una volta che il bambino sarà abituato a mangiare pesce, pollo, tacchino e verdure di facile digeribilità come i finocchi, allora potrà iniziare a mangiare come un adulto insieme a tutta la famiglia a patto che l’alimento sia ben schiacciato, così da favorirgli la digestione e abituarlo ai pasti che da lì in poi mangerà molto di frequente.

Provini e casting per i bambini nella moda e nella pubblicità

Le agenzie di moda e pubblicità per bambini si trovano prevalentemente ad operare nelle grandi città, in particolare Milano, Roma e Firenze, ma è possibile trovarne di ottime e serie anche nelle zone geografiche dove operano le aziende più importanti del settore dell’abbigliamento per bambini e non solo, diverse aziende infatti realizzano spot e immagini promozionali con bambini, come ad esempio Ikea, la famosa azienda di mobili e Rochehandle un’azienda che recentemente ha lanciato la campagna cabinet handles che aveva come protagonisti una madre e un figlio.

Grazie ad internet, poi, è possibile individuare dove si svolgono i vari casting per la selezione dei bambini verificando così se si posseggono o meno i requisiti per partecipare alla selezione, ovvero età, eventuali dettagli fisici, ecc.

A differenza delle modelle e modelli adulti, per i quali il book fotografico è essenziale, le agenzie di moda per bambini non richiedono la presentazione di foto particolarmente curate e realizzate da professionisti proprio perché i piccoli modelli, soprattutto fino ai 5-8 anni, sono soggetti a cambiamenti continui e quindi una spesa di questo tipo sarebbe inutile.
Per le agenzie di moda è essenziale valutare nel momento stesso dei provini, quali bambini possono o non possono essere adatti per quella determinata sfilata di moda o pubblicità, a prescindere da eventuali foto.

Inoltre per capire se ci si trova ad avere un rapporto con una seria agenzia di moda per bambini, è importante evitare tutte quelle strutture o personaggi ambigui che chiedono del denaro in cambio di possibilità di lavoro, ecc.
Le serie agenzie di moda per bambini non hanno alcun motivo per chiedere alcuna cifra, neppure a titolo di rimborso e, tra l’altro, compensano sempre i piccoli modelli o con denaro o con capi di abbigliamento o altri oggetti di valore.

A ulteriore conferma della loro correttezza, le agenzie di moda per bambini comunicano sempre ai genitori, prima di iniziare il lavoro, da quale azienda è stato commissionato e quale sarà l’uso e la destinazione delle immagini.

Scuola inglese in Italia: perché l’apprendimento precoce dell’inglese è importante

L’inglese come sappiamo tutti è il passepartout per il futuro e fa parte del bagaglio di conoscenze che sempre più spesso le aziende richiedono ai loro dipendenti, anche in settori dove fino a qualche decennio fa la sola conoscenza dell’italiano era sufficiente per permettere a chiunque una carriera.

Cosa posso fare allora i genitori per aiutare i propri figli sin da piccoli ad imparare l’inglese? Sono già in molti gli adulti che scelgono di approcciare l’inglese attraverso delle lezioni inglese bambini personalizzate, da far fare individualmente o in piccoli gruppi, presso centri specializzati nell’insegnamento ai ragazzi molto giovani, che sviluppano i programmi di apprendimento in collaborazione con insegnanti madrelingua inglese o insegnanti bilingue, questo tipo di apprendimento viene a volte integrato con lavori/gioco come bakery in una pasticceria o la realizzazione di borse presso un canvas bag supplier, o ancora il lavoro di cucina creativo in un english restaurant.

L’apprendimento della lingua inglese in età precoce (0-8 anni) è una scelta strategica, dato che tutti gli stimoli che la mente del bambino riceve in questo determinato arco temporale, se rafforzati dall’esperienza negli anni successivi, diventeranno informazioni consolidate nella mente anche nel periodo adulto.
La scelta di far imparare la lingua inglese ai bambini già da piccoli è quindi certamente un plus, che potrà avvantaggiare i nostri ragazzi nell’apprendimento della lingua, sia a livello scolastico che universitario e poi lavorativo. Il detto “chi ben comincia è a metà dell’opera” cade proprio a pennello in questo caso, dato che dall’apprendimento dell’inglese in tenera età, può derivare un concreto vantaggio nell’età adulta, dove sappiamo tutti che invece imparare l’inglese può essere un difficile ostacolo da superare, dato che dai 18 anni la mente umana aumenta in potenza ma perde di elasticità.

In altri Paesi del mondo l’apprendimento precoce delle lingue è una pratica già testata, mentre in Italia si tende ancora a pensare che il momento giusto per iniziare ad imparare l’inglese sia a scuola ovvero quando il bambino ha dai 6-7 anni in su -a seconda del programma previsto dalla scuola stessa.

Naturalmente l’insegnamento dell’inglese a bambini dai 3 agli 8 anni deve essere affidato a personale esperto, che sia in grado di far trascorrere le ore di insegnamento abbinandovi anche una giusta dose di esperienza ludica, in modo che i ragazzi imparino i primi vocaboli ed i primi verbi in un’atmosfera di gioco e divertimento; per un corso pomeridiano in età prescolastica la durata complessiva del corso potrebbe essere circa di 30-40 ore all’anno, da proseguire con continuità per poter raggiungere più facilmente i risultati attesi.

Naturalmente iscrivere il proprio figlio ad una scuola inglese in Italia è la soluzione più completa ed efficace per potergli trasmettere la nuova lingua in maniera naturale, dato che grazie all’interazione con insegnanti madrelingua e bambini provenienti da altri Paesi e grazie allo studio in inglese delle stesse materie previste dal Ministero dell’Istruzione italiano, nella mente dei ragazzi avviene una elaborazione delle informazioni totalmente nella nuova lingua.

Una curiosità: l’errore principale che molti genitori fanno, pensando di aiutare i figli ad imparare l’inglese è chieder loro la traduzione di parole italiane di uso comune, passo che invece complica il processo di apprendimento perché costringe i ragazzi a dare delle risposte sempre passando per la lingua italiana; il giusto modo di supportare i ragazzi a casa è invece stimolarli con domande in lingua,in modo che l’elaborazione della risposta avvenga interamente in inglese.

Bambini e diete: facciamo attenzione!

L’alimentazione dei bambini è piuttosto diversa da quella tipicamente degli adulti, in virtù del fatto che il fisico che si sta nutrendo è in piena fase di crescita e, proprio per questo motivo, non deve rifornirsi solo di energie ma anche crescere.

Al giorno d’oggi, sempre più bambini rinunciano all’attività fisica per dedicare tempo alla televisione o ai videogiochi: in questi casi bisogna stare attenti in quanto l’esercizio è una fase fondamentale della crescita e rinunciarvi può incidere su eventuali problemi di peso.

Se a ciò si sovrappone una dieta poco equilibrata, la problematica può diventare piuttosto evidente: in questo caso è bene prendere atto dello stato fisico del piccolo in maniera serena e cercare la soluzione più adatta per porvi rimedio.

Piccoli in sovrappeso: come affrontare il problema?

Capita spesso di vedere bambini con decisamente quale chilo di troppo, ma qual’è il modo migliore per riuscire a non compromettere la crescita sana di un bambino sovrappeso? La soluzione è semplice quanto scontata: ascoltare il proprio medico di famiglia e seguire le sue direttive.

Particolari regimi alimentari come la dieta Plank o altri, sono ideati principalmente per persone adulte e, prendere iniziative in tal senso, può essere deleterio per la salute dei più piccoli. Passando tramite un medico di fiducia ed eventualmente tramite un nutrizionista invece, si può trovare la soluzione ideale per il caso specifico in questione.

Ancor prima di medici e nutrizionisti però, si può fare tanto…

I genitori possono comunque prendere iniziative restrittive per poter cercare di limitare i danni. Ad esempio è di vitale importanza limitare il cibo spazzatura come le merendine, le bibite gassate e con zucchero, le patatine fritte e altri alimenti simili: sicuramente non serve un nutrizionista per capire come l’abuso di questi prodotti sia estremamente dannoso.

Si tratta di una scelta dura che troverà la resistenza del bambino, anche se a lungo andare tutti questi sforzi verranno sicuramente abbondantemente ripagati. Ottenere una linea migliore, oltre a migliorare i rapporti interpersonali, favorirà l’autostima del piccolo, abituandolo a tenere un’alimentazione varia e corretta già alla sua età.

Prima di fasciarsi la testa dunque, forse basta solo cercare di rimettere un po’ in riga il soggetto: in alcuni casi le suddette limitazioni potrebbero fare già da sole la differenza!

L’importanza delle gite di classe nella formazione dei bambini

Tutti noi abbiamo ricordi più o meno positivi delle gite di classe: si tratta di esperienze che rimangono ben impresse nella mente dei più giovani. Eppure, nonostante spesso si sottovalutino questi momenti, risultano alquanto formativi per i bambini che ne sono coinvolti.

Nonostante negli ultimi anni le gite siano state ridimensionate a causa della crisi generale, passare un giorno o più lontani dai banchi di scuola ma all’interno della comunità che è la classe, può aiutare i più piccoli ad interagire tra loro e gli insegnanti, anche in un contesto diverso rispetto all’istituto scolastico.

Gite scolastiche: dove andare?

La meta della gita scolastica è altresì importantissima e deve sposarsi bene con l’età degli alunni coinvolti. Se in prima posizione, sotto il punto di vista meramente didattico, sono classificati i musei, vi sono altre mete degne di nota.

Per i più piccoli vi sono strutture decisamente più adatte in tal senso e, sotto un certo punto di vista, più capaci di attirare l’attenzione e di venire comprese. Non sono da sottovalutare neanche i parchi o centri urbani di particolare bellezza o valore storico: fortunatamente noi italiani, in questo senso abbiamo l’imbarazzo della scelta.

Naturalmente risulta di vitale importanza avere una conoscenza approfondita del luogo che si vuole andare a visitare, dei possibili disagi o pericoli che una scolaresca potrebbe andare incontro visitando quella specifica zona.

I particolari da non trascurare

Organizzare una gita non è semplice e, chi si appresta a pianificare ogni singolo passaggio dell’evento, necessita di grande attenzione per i dettagli. Primo tra tutti è trovare il mezzo e i conducenti adatti allo scopo, magari rivolgendosi ad un servizio come Italiancab.

La scelta oculata del bus è assolutamente indispensabile, sia per quanto riguarda la sicurezza dei passeggeri, sia per quanto riguarda il comfort (soprattutto per i viaggi più lunghi). Viaggiare su mezzi poco adatti può far diventare un viaggio potenzialmente piacevole un vero e proprio calvario…

Naturalmente seguono altri particolari, come gli orari e le tappe, sino alla gestione di gruppi di bambini che possono risultare più o meno tranquilli: in poche parole, si tratta di un lavoro davvero molto duro!